Diventa consapevole delle tue decisioni

Stasera ti propongo un bel video di pochi minuti che è allo stesso tempo la presentazione del libro di Steven Johnson,In Where Good Ideas Come From,Dove vengono le buone idee, pubblicato nel 2010, premiato e recensito come uno dei migliori libri dell’anno e una sintesi dell’idea centrale della sua opera.

Come nascono le buone idee?

La conclusione dello studio di Johnson è che le grandi idee non nascono improvvisamente dal nulla, ma prendono forma come intuizioni che richiedono molto tempo per svilupparsi, una lenta incubazione che ha bisogno dell’incontro con le intuizioni di altre persone per dare forma e vita all’idea. Le idee quindi nascono dall’incontro delle persone, circoli, caffè, fiere e conferenze e oggi il web. La rete ha espanso enormemente le possibilità di connettività delle persone acellerando lo sviluppo delle buone idee.

Una tesi interessante, non credi?

Tu cosa ne pensi?

Steven Berlin Johnson è un giornalista e scrittore statunitense. Scrive per diversi magazine ed è autore di numerosi libri, tra cui quello citato. Per il libro in questione e le idee che propone è stato invitato a parlare come speaker alla conferenza TED.

Il video promozionale che ti propongo è stato realizzato da una compagnia di creativi britannici, Cognitive Media, specializzati in comunicazione visuale.

Qui trovi il blog di Johnson, qui la pagina di wikipedia. Qui puoi trovare la sua conferenza su TED, qui il sito di CognitiveMedia.

Come sempre ti invito ad ascoltare con attenzione e senso critico le argomentazioni del video. Ti ricordo che è uno spot promozionale che mira alla vendita del libro, ma è anche il vettore di tesi interessanti. E’ importante che tu ne sia consapevole.

Ti auguro una buona visione e a presto ;D

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Nei post La caduta della democrazia 1 e 2, ci ponevamo alcune domande su Mario Monti e sul governo che in cinque giorni, sotto la spinta dei mercati finanziari, ha sostituito il precedente governo Berlusconi. Chi è Mario Monti? Chi rappresenta? Chi lo ha messo a capo del nuovo governo? Con quali scopi? Chi ha fatto cadere il precedente governo? In quale modo?

Nel post Le cause della crisi in tv, avevamo visto come, per la prima volta in un telegiornale, si era parlato delle vere cause della crisi, in particolare del problema monetario. Mentre nel post La realtà dietro la crisi, consigliavamo la visione di una puntata di Report che cercava di chiarire la vera natura della crisi.

Perché ti parlo di vecchi post?

Perché venerdì sera a “L’ultima parola”, si parlato di tutto questo e attraverso le parole affilate di Paolo Barnard, quelle ironiche e sensate di Oliviero Beha e quelle chiare e semplici di Paolo Ferrero, lo spettatore ha potuto lanciare uno sguardo oltre il velo di menzogne che i media quotidianamente alimentano.

Finalmente in TV qualcuno ha parlato del colpo di stato dello scorso novembre, con il quale si è abbattuto un governo eletto, per quanto pessimo fosse, e lo si è sostituito con un governo di “tecnici”, imposto dalla Bce e da quel mondo finanziario che è causa della crisi, con la missione di salvare l’Italia. Chi è Mario Monti? Chi rappresenta? Quali interessi rappresenta? Salvare l’Italia da chi?

Finalmente venerdì sera si è parlato della causa principale che costringe l’Italia a tassare pesantemente cittadini e imprese: non abbiamo più una moneta sovrana. Se il nostro stato ha bisogno di finanziarsi, deve prendere a prestito dai mercati finanziari, responsabili della crisi, ai tassi decisi da loro.

Il Giappone ha un debito maggiore del nostro, ma paga per i suoi titoli lo 0,1% di interessi. L’inghilterra nonostante un debito di prima grandezza paga lo 0,2% di interessi. Come mai non subiscono lo “spread”? Perché non pagano il 4-5% di interessi e hanno difficoltà a vendere i loro titoli di stato?

Perché hanno una moneta sovrana. I paesi europei con l’introduzione dell’euro hanno perso le loro monete sovrane e l’euro non è una moneta sovrana, ma una moneta virtuale nelle mani della BCE che come i fatti dimostrano è più interessata a salvare le banche dalla bancarotta. Da una parte impone agli stati tagli allo stato sociale e tasse crescenti e dall’altro regala il denaro alle banche.

Infine venerdì si è parlato di una politica che invece di pensare ai cittadini pensa ai soldi e alle poltrone e asseconda un governo imposto dall’alto, portavoce delle richieste dei poteri sovranazionali e di quei mercati finanziari, causa della crisi di un capitalismo morente, intenzionati ad appropriarsi della sovranità degli stati per mantenere ed accrescere il proprio potere.

Guarda il video, ascolta le parole con senso critico e verifica quanto viene detto. Non regalare la tua fiducia e approfondisci i temi presso altre fonti. E soprattutto usa la tua testa. Stiamo assistendo a eventi storici, a cambiamenti epocali a livello sociale, economico e politico, e c’è il rischio concreto che noi e i nostri figli ne pagheremo personalmente il prezzo, che lo vogliamo o meno.

Qui puoi trovare il post di Byoblu in cui è stato pubblicato il video. Qui puoi trovare il sito di Paolo Barnard, qui quello di Oliviero Beha. Qui puoi trovare quello di Paolo Ferrero e qui quello di Claudio Messora.

Buona visione a presto ;D

Stasera ti propongo un video molto interessante che spiega come funziona e quali sono i problemi del Cap&Trade, la soluzione che i governi e gli esperti hanno inventato per ridurre le emissioni di anidride carbonica, responsabili del riscaldamento globale.

Messi di fronte al problema dei cambiamenti climatici determinati dall’inquinamento, i capi di stato e i loro consulenti hanno scelto una soluzione tradizionale, cioè hanno deciso di lasciare che sia il mercato a ridurre le emissioni di anidride carbonica. Lo stesso mercato che non riesce ad autoregolarsi e che ha spinto l’industria a politiche di produzione altamente inquinanti, responsabili del problema.

In breve hanno costruito un mercato artificiale attorno all’inquinamento, che non può funzionare e che non serve ad altro che a tutelare gli affari dei soliti noti. Le soluzioni veramente efficaci sono altre, sono politiche forti di riduzioni delle emissioni e conversione della produzione e dei trasporti dal petrolio a fonti di energia meno inquinanti.

L’autrice del documentario è Annie Leonard, attivista statunitense. Qui trovi il post con il suo documentario più famoso, La storia delle cose, qui trovi quello che riporta wikipedia su di lei, qui trovi il sito ufficiale del progetto da cui è nato il film, qui trovi la pagina di Liquida che raccoglie i post su Annie e sui documentari prodotti.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene detto. Non regalare la tua fiducia: verifica le informazioni  esposte e approfondisci l’argomento attraverso fonti diverse.

Buona visione e a presto ;D

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DOVE STAI ANDANDO?

Stasera torniamo al nostro argomento chiave, scegliere. Vorrei attirare la tua attenzione su alcune domande che ritengo fondamentali nella vita di un essere umano.

Sai dove stai andando?

Non ti sto chiedendo con chi esci stasera e dove vai a divertirti. Sai cosa intendo, dai.

Hai uno scopo nella vita? Hai dei sogni, degli obiettivi? Perché ti alzi la mattina?

Dico proprio a te, sai? A chi altri?

Vuoi mettere su casa e famiglia? OK, bello, mi piace, sai dove stai andando. Vuoi fare carriera e soldi? Vuoi lasciare il segno nella storia? Magnifico. Vuoi trovare l’amore della tua vita e viverci insieme finché morte non vi separi? Vuoi dedicare la tua vita ad aiutare gli altri?

Aldilà dei gusti personali, la cosa importante è che tu sappia dove stai dirigendo la tua vita. Verso uno o più obiettivi che sono al centro dei tuoi pensieri e della tua giornata. Perché la tua vita è proprio come una nave che salpa da un porto e inizia un viaggio, e lo fa sapendo dove sta andando perché ha una destinazione. Ha senso che una nave salpi senza destinazione? Naturalmente no.

Ha senso che la nostra vita non abbia un obiettivo?

No. Se non sai dove stai andando sarai in balia della corrente e degli eventi e arriverai dove non vuoi arrivare e non è detto che sia una bella destinazione, anzi di solito non lo è affatto.

Vivi la vita facendoti portare dagli eventi e dalle decisioni degli altri?

Ho un amico che dice che non ha senso spendere energie e tempo per cercare di raggiungere qualcosa che non puoi raggiungere se non grazie alla fortuna. Dice che non ha senso perché non possiamo opporci ai grandi eventi e se anche siamo tanto fortunati da ottenere quello che cerchiamo, basta un capriccio del destino per rubarcelo.

Tu cosa ne pensi?

Ne sono felice. I suoi ragionamenti sono sbagliati, dannosi e limitanti. Se ci poniamo obiettivi impossibili o molto difficili, come diventare i più ricchi della terra o viaggiare nello spazio, è probabile che non riusciremo a raggiungerli, al contrario se abbiamo obiettivi raggiungibili il nostro peso nell’ottenere quello che desideriamo è determinante. Cioè la possibilità e la responsabilità di raggiungere l’obiettivo è tutta nostra. Ok, non tutta nostra, ci sono eventi che possono cambiare o travolgere la nostra vita, una guerra per esempio, o più semplicemente un incidente.

Eppure se non proviamo, se non agiamo, non otterremo nulla. E cos’è la vita senza sogni o uno scopo? Un lungo vegetare? Un monotono ripetere di giorni grigi ed uguali? A me sembra piuttosto il lasciarci derubare dagli altri delle occasioni e delle possibilità. Questa nostra vita non dura in eterno come crediamo, né rimane sempre uguale, come speriamo. Il cambiamento è un fatto, che ci piaccia o meno, è una presenza costante e tocca a noi renderlo positivo, farne un’esperienza emozionante.

Se pensiamo che ogni sforzo per raggiungere un obiettivo non porta a nulla, allora limitiamo in partenza le nostre azioni, le nostre scelte e possibilità. Se invece pensiamo ogni giorno a quello che sogniamo, se agiamo e compiamo ogni giorno un piccolo passo, la nostra vita diventerà un cammino emozionante. E che raggiungiamo o meno la meta che ci siamo prefissi, sarà valsa la pena compiere il viaggio.

Anche se lo dimentichiamo puntualmente, la vita è un viaggio. E il primo passo per compiere questo viaggio è decidere dove vogliamo andare. Vuoi trovare un lavoro più coinvolgente, o più remunerativo? Fallo. Vuoi trovare un partner con cui condividere il viaggio? Fallo. Vuoi fare un lungo viaggio? Fallo.

Scegliere i nostri obiettivi, grandi e piccoli che siano, sono le decisioni più importanti della nostra vita, quelle che determinano la qualità della nostra vita e il nostro futuro. Di conseguenza dovrebbero essere le scelte a cui prestiamo più attenzione e risorse, in quanto da esse dipendono le nostre scelte future. Non credi?

Tu dove stai andando? Quali sono i tuoi obiettivi nel breve e nel lungo periodo?

Se non ci hai ancora pensato attentamente, allora è opportuno che ci dedichi tutto il tempo necessario. Se invece hai già scelto e le risposte sono chiare, ti invito a ricordare a te stesso le tue decisioni e il perché le hai prese, in particolare ti invito a ricordare le mozioni che hanno definito e accompagnato le tue scelte e le emozioni che proverai raggiungendo i tuoi obiettivi.

Ti ringrazio per questa chiacchierata e ti invito a lasciare un commento se hai opinioni diverse o appunti o consigli.

A presto ;D

 

Abbiamo visto come l’informazione sia fondamentale per affrontare qualunque scelta, perché attraverso di essa definiamo contorni e tratti della realtà.

Ti sei mai chiesto quanto è possibile distorcere la realtà manipolando l’informazione?

Ti sei mai chiesto quante delle informazioni che dai per scontato sono in realtà visioni distorte delle realtà?

Stasera ti propongo un documentario dal titolo “La Scienza Del Panico”, di Isabel Otaduy Sömme e Patrizia Monzani. L’opera parla di hiv, aids e sieropositività e dà la parola a persone comuni, medici e giornalisti per mostrarci come il “male del secolo” abbia più i contorni di una truffa mediatica mondiale creata per l’interesse delle case farmaceutiche, di una parte della ricerca medica e di un certo tipo di politica e ideologia.

Dopo decenni di menzogne sono gli stessi medici ad ammettere che l’aids non è una malattia infettiva o contagiosa, non è causata dall’hiv, non si trasmette sessualmente. Sto parlando di migliaia di medici specialisti e diversi premi Nobel indignati per la colossale mistificazione. Inoltre diverse ricerche scientifiche dimostrano che il test per determinare la malattia è fasullo, non funziona, e che le medicine per curarla sono la causa primaria della morte dei cosiddetti malati. Decine di migliaia di persone sono morte a causa della cura di una malattia che non avevano.

Tu come chiami tutto questo?

IsabelOtaduy, diagnosticata come sieropositiva  e venuta a conoscenza delle contraddizioni scientifiche che stanno dietro allAIDS, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita a denunciare la frode globale che ruota intorno a questa malattia. E’ morta nel 2009 a causa delle complicazioni dei medicinali assunti per anni. Patrizia Monzani è regista e montatrice, ha studiato cinema a Bologna e Parigi ed è specializzata in documentari e film danimazione. Qui puoi trovare il sito del documentario.

Il documentario dura 80 minuti, ma è ben fatto e penso valga la pena vederlo fino in fondo. Come sempre ti invito ad ascoltare tutto quello che viene detto con senso critico. Ti invito a non fidarti di quello che viene detto e neppure di me. Ascolta con attenzione, controlla le informazioni presso altre fonti e non regalare la tua fiducia. Pensa con la tua testa, fatti le domande giuste e cerca le risposte.

Per esempio, come è possibile creare una menzogna così grande e devastante? E a quale scopo?

Buona visione e a presto ;D

Buona sera a te. In primo luogo mi scuso per l’assenza di questi giorni, ma problemi tecnici rilevanti non mi hanno permesso di connettermi e postare. I problemi non sono risolti, ma ho trovato altri modi per connettermi, quindi che ne dici di tornareainostriargomenti?

Ieri parlavo di politica economica con un collega e mentre esponevo il mio punto di vista lui annuiva e continuava a ripetermi:ho capito,comprendo”, ma a metà strada misono accorto di averlo perso. La responsabilità di una comunicazione non riuscita ricade per la maggior parte sulle spalle di chi trasmette l’informazione, quindi sono ripartito dall’inizio parlando come se lo stessi spiegando a mia nonna. Ho usato frasi semplici, immagini e ragionamenti lineari. Ehafunzionato, ma l’episodio mi ha fatto pensare.

Cos’è la comprensione? Cosa ne pensi?

Partiamo dalla parola, comprensione deriva dal latino e significa letteralmente capacità di capire. In filosofia la comprensione è l’atto attraverso cui la mente formula un concetto, più comunemente la comprensione è vista l’atto di capire con la mente una conoscenza. Molto astratto, non ti pare? Cerchiamo di fare meglio.

Una definizione più chiara e interessante è questa: la comprensione è uno stato mentale che, a partire dalla relazione con un’idea, un oggetto o una persona, rende capaci di formulare pensieri e considerazioni circa quella persona, idea od oggetto e permette di prevederne le conseguenze, il comportamento e l’utilizzo. Comprendo una persona quindi posso prevederne il comportamento; comprendo un’idea quindi posso usarla, insegnarla, ampliarla; comprendo un oggetto quindi posso utilizzarlo e più lo comprendo più l’uso è ampio e preciso.

Peresempio,comprendo l’uso del cellulare e le mie possibilità di comunicare crescono e con loro la qualità della mia vita. Oppure comprendo la psicologia umana e posso capire meglio gli altri, posso anche studiare a fondo l’argomento e quindi insegnarlo e approfondire gli studi finora fatti. Oppure comprendo leparolechemivengonodette, posso quindi rispondere alla domanda fatta, obbedire all’ordine che mi è stato dato, esprimere la mia opinione sull’argomento. Gli esempi sono innumerevoli.

Ora come si raggiunge la comprensione?

Intanto diciamo che capire e comprendere sono termini che rappresentano diverse attività e stati mentali, capire di solito riguarda un’attività puramente intellettuale, comprendere è un qualcosa di più profondo. La comprensione è un’associazione mentale ed emotiva tra l’oggetto/idea/persona con cui ci stiamo relazionando, di solito attivata da uno o una serie di stimoli sensoriali, uno stato mentale raggiunto attraverso la comunicazione, il ragionamento, l’esperienza e l’azione.

Aggiungiamo anche che conoscere un oggetto, un’idea o una persona non significa automaticamente comprenderla. La comprensione richiede ed è sempre accompagnata dalla conoscenza, ma la conoscenza non sempre porta alla comprensione. E’ importante sottolineare la differenza tra la conoscenza diretta, personale, e la conoscenza indiretta, cioè acquisita attraverso altre fonti.

Secondo te, leggere il manuale di istruzioni della nuova lavastoviglie significa comprenderne l’uso e il funzionamento?

Esatto. Comprendiamo un oggetto utilizzandolo. La conoscenza intellettuale delle sue funzioni ci aiuta a raggiungere prima ed efficacemente la comprensione, magari senza danneggiare l’elettrodomestico. Lo stesso vale per una persona: non puoi capire un essere umano leggendone il profilo, devi interagire con esso.

Quindi raggiungere la comprensione significa vivere l’esperienza della conoscenza, capire la conoscenza a un livello più profondo, non solo elaborazione intellettuale e funzionale, ma sensazioni, emozioni e sentimenti.

Ogni conoscenza non accompagnata dalla comprensione è solo una visualizzazione, l’idealizzazione di un’esperienza altrui che se espressa nel modo giusto può condurci vicino ma non alla comprensione.

Secondo te, l’esperienza personale porta sempre o subito alla comprensione?

No, hai ragione, la comprensione di cose ed idee semplici richiede esperienze brevi. Per esempio, la comprensione che il fuoco brucia richiede un attimo di stupore e ore di dolore. Dopotutto il concetto è semplice, no? Pensa invece alla persona che ami. Quanto tempo ti è servito per capirla fino in fondo? Anni? Non l’hai ancora compresa del tutto? Probabilmente non basterà l’intera vita, dopotutto gli esseri umani sono l’opera d’arte del creato. Ora pensa al computer che stai usando: quanto profondamente lo comprendi? Non intendo quanto conosci del suo hardware o del software installato, ma degli innumerevoli usi, esperienze ed emozioni che puoi trarre da esso? Ne sei sicuro?

Quindi la comprensione può essere piena o parziale a seconda della complessità dell’oggetto-idea-persona con cui interagiamo.

Sei ancora con me? Spero di essere riuscito a farti pensare e conoscere un poco di più questo stato mentale straordinario ed emozionante che è la comprensione.

Per stasera direi che è tutto. Come sempre ti invito a esprimere la tua opinione o i tuoi dubbi con un commento, se lo desideri.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

Stasera ti propongo un altro video interessante di Annie Leonard, autrice del video “La storia delle cose”.

Il video parla dei prodotti elettronici e spiega come possono essere dannosi per l’uomo e per l’ambiente. Sì, è così. Pensi veramente che il tuo cellulare sia un prodotto pulito?

I prodotti elettronici sono dannosi e molto inquinanti, dalle lavorazioni per estrarre le materie prime con cui vengono prodotti fino allo smaltimento. Il video rivela inoltre come questi prodotti onnipresenti nella vita delle persone dei paesi occidentali sono pensatieprogettatiperdurare un tempo limitato per poi finire in discarica e per nonessereriparatieriutilizzati.
L’autrice
del documentario è Annie Leonard, attivista statunitense. Qui trovi il post con il suo documentario più famoso, Lastoriadellecose, qui trovi quello che riporta wikipedia su di lei, qui trovi il sito ufficiale del progetto da cui è nato il film, qui trovi la pagina di Liquida che raccoglie i post su Annie e sui documentari prodotti.

Come sempre ti invito ad ascoltare con senso critico quanto viene esposto e a verificare le informazioni presso altre fonti affidabili.

Buona visione e a presto ;D

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Il blog compie un anno!

Il post di oggi è dedicato a festeggiare il primo anno di vita del blog.

E’ passato un anno da quando ha preso il via questo piccolo progetto amatoriale incentrato su tutto quello che riguarda il prendere le decisioni. Come abbiamo ripetuto più volte, scegliere è fondamentale per ognuno di noi: la nostra vita è la somma delle nostre scelte, noi siamo il risultato di tutte le decisioni prese finora. Pensa solo alle decisioni importanti, per esempio il lavoro, la scuola, il tuo partner. Pensa a come e quando hai preso quelle decisioni: ti sono state imposte? Le hai affrontate con calma e lucidità? O eri preso dalle emozioni e dall’urgenza? Avresti preso le stesse decisioni se fossi stato presente e pienamente consapevole delle conseguenze?

Eppure scegliere è un argomento trascurato dalla scuola e dalla formazione tradizionale, che viene trattato in modo significativo solo da certe materie, quali il coaching, la psicologia, la comunicazione, le scienze sociali e poco altro.

Ebbene solo la consapevolezza dei momenti in cui prendiamo le decisioni, solo essere attenti in questi momenti importanti rende le nostre scelte più efficaci e cambia la percezione che abbiamo della nostra vita. Essere consapevoli dell’importanza delle informazioni ci spingerà a informarci meglio e con più attenzione, cambiando in questo modo le nostre scelte. Essere consapevoli della nostra comunicazione mentre raccogliamo le informazioni che ci servono, ci spingerà a comunicare meglio e cambierà il nostro modo di rapportarci con gli altri. Essere consapevoli della nostra emotività mentre prendiamo delle decisioni, ci spingerà a una maggiore comprensione di noi stessi e migliorerà la qualità della nostra vita. Questo ed altro ancora.

Questo blog, tra alti e bassi, contrattempi e ritardi, è riuscito a mettere online più di 130 post, diversi dei quali hanno raggiunto i primi posti dei motori di ricerca e, con mia soddisfazione, continuano a essere letti.

Tirate le somme, nonostante il poco tempo a mia disposizione, ho deciso di continuare questo percorso di studio di gruppo. Nei prossimi dodici mesi aprirò altre rubriche, renderò disponibili contenuti scaricabili utili e soprattutto approfondiremo gli argomenti centrali: l’informazione, le emozioni, la comunicazione, la psicologia, i bisogni che ci spingono e la consapevolezza.

Spero continueremo questo cammino insieme.

Grazie della tua attenzione e a presto ;D

Stasera ti propongo un passo ulteriore nella comprensione dell’attenzione, la capacità della mente di mettere a fuoco un particolare stimolo, percezione o evento.

Ricordi?

Nel post “Il flusso”, abbiamo visto come ogni singolo istante il mondo ci inonda con un flusso continuo di stimoli sensoriali ma la nostra mente cosciente ne percepisce solo una piccola parte, la maggior parte lo ignora, lo delega all’inconscio, perché non ha il tempo per considerare e valutare una a una tutte le informazioni che la raggiungono.

Nel post “Come funziona l’attenzione?”, abbiamo parlato dell’attenzione inconsapevole e abbiamo visto come l’attenzione è la messa a fuoco della mente su un particolare stimolo sensoriale, la temporanea importanza che la nostra mente dedica a una certa percezione.

Nel post “Metti a fuoco la vita”, abbiamo studiato la focalizzazione mentale e abbiamo visto che il focus è ciò su cui ci concentriamo, su cui focalizziamo la nostra attenzione, è ciò che determina l’esperienza della nostra vita perché determina la nostra realtà.

Nel post “Attenzione e concentrazione”, abbiamo compreso come l’attenzione agisca come un filtro che incanala le risorse mentali verso una porzione della realtà e più è complesso l’oggetto della nostra attenzione o il compito su cui ci concentriamo più è facile che la nostra mente sia costretta ad attivare tutta una serie di meccanismi mentali e cerebrali attraverso i quali diamo la priorità all’elaborazione di un determinato stimolo, arrivando a selezionare in ogni istante le informazioni sensoriali su cui lavorare e quelle da ignorare.

Ma in pratica, come avviene tutto questo?

Possiamo comprenderlo meglio osservando come l’attenzione si comporta durante il monitoraggio di oggetti multipli, cioè quando cerchiamo di seguire alcuni di un gruppo di diversi oggetti in movimento. Per esempio quando cerchiamo di seguire il movimento di alcune delle palle in movimento su un biliardo. Oppure alcuni di diversi giocatori durante una partita di rugby. O in certi videogiochi a scorrimento cerchiamo di tenere sotto controllo diverso degli oggetti che attraversano lo schermo per non essere eliminati. Oppure quando veniamo sottoposti a test visivi specifici dove cerchiamo di seguire su un video alcune palline tra molte che possono passare dietro a ostali evidenti o nascosti.

Se proviamo a fare questo in modo consapevole, su gruppi di oggetti o immagini diversi, ci rendiamo facilmente conto di come l’attenzione può essere assegnata in modo flessibile, cioè possiamo decidere di “seguire” certi colori, forme o movimenti (per esempio, rimbalzi) e nello stesso modo possiamo decidere di ignorare gli stimoli relativi ad altri colori, forme, eccetera. Per esempio possiamo seguire i giocatori con la maglia bianca e non quelli con la maglia a strisce, piuttosto che le palle bicolori invece che le palle di un solo colore.

Quando cerchiamo di seguire le palle sul panno verde del biliardo, per esempio quelle di un certo colore, diciamo almeno quattro, il nostro cervello assegna una maggiore quantità di “tempo di elaborazione” a quegli oggetti e di solito abbiamo l’impressione che la nostra vista migliori e percepiamo gli oggetti come diversi dagli altri anche se sono dello stesso colore.

Come funziona?

Per farlo il nostro cervello crea un “indice” temporaneo, cioè crea un’etichetta e l’assegna all’oggetto da seguire. Più o meno è come se seguissi con le dita l’oggetto in questione solo che a farlo è la nostra mente focalizzata su di esso. Tutto ciò richiede uno sforzo, per questo appena possibile recuperiamo l’attenzione assegnata, per esempio se l’oggetto esce dal nostro campo visivo. D’altra parte questo schema di “rilascio” dell’attenzione è troppo semplice e aggiungerei pericoloso per un mammifero minacciato da un predatore.

Cosa credi accadrebbe se un felino si nascondesse nell’erba alta e per questo noi smettessimo di seguirlo?

L’evoluzione ha reso in grado la nostra mente di riconoscere gli ostacoli e i movimenti interattivi con essi. Cioè riusciamo a capire quando un oggetto scivola oltre un ostacolo o un altro oggetto, dal modo con cui la sua forma scompare alla vista e per questo continuiamo a seguirla con la mente, cioè aspettiamo che ricompaia. Mentre se l’oggetto si rimpicciolisce, deduciamo che si stia allontanando e viceversa.

Una volta liberata l’attenzione è disponibile e se necessario viene prontamente usata su altro o ridistribuita sugli altri oggetti che si stanno seguendo. Meno oggetti stiamo seguendo, più facilmente possiamo seguirli, più oggetti dobbiamo seguire, maggiore sarà la concentrazione e lo sforzo necessario per farlo e minore sarà l’attenzione per tutto il resto, fino ad una vera e propria “cecità”. Fino ai limiti della nostra mente. In realtà l’attenzione può essere migliorata attraverso l’uso e l’addestramento, come un muscolo.

Per stasera ci fermiamo qui, ma approfondiremo ancora l’argomento, perché l’attenzione è un aspetto chiave della nostra vita, in quanto determina la nostra percezione della realtà e indirettamente la qualità della nostra vita.

Grazie dell’attenzione e a presto ;D

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Stasera ti propongo un video interessante, un intervento di Massimo Fini sul blog di Beppe Grillo incentrato sulle guerre democratiche moderne.

Il giornalista descrive le guerre moderne per quello che sono: colonialismo e predazione delle nazioni più forti e avanzate a scapito di nazioni più deboli. In questo non sono diverse dalle guerre del passato, come distruzioni e massacri e per le cause tutte economiche, eppure diverse per la falsa ideologia, per la manipolazione dell’informazione e il controllo dell’opinione pubblica.

Senza peli sulla lingua, Fini offre molti spunti su cui pensare. Questo non significa che non devi ascoltare con senso critico quello che dice. Per esempio, è evidente che il video serva a fare pubblicità al suo libro e penso che la digressione sulla politica italiana, per quanto interessante, sia un sostegno al blog e al movimento 5 stelle. Questo non toglie che Fini offra spunti di riflessione interessanti. Usa la tua testa.

Massimo Fini è un noto giornalista, scrittore e drammaturgo. Nel 2005 ha fondato il movimento politico Movimento Zero, che si inspira ai principi del primitivismo, della decrescita e della democrazia diretta. Qui puoi trovare la pagina su wikipedia, qui puoi trovare il suo blog. Qui puoi trovare la sua biografia su Cadoinpiedi, qui il sito di Movimento Zero e qui il giornale che ha fondato: il Ribelle.

Buona visione e a presto ;D

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